Chineasy: il cinese a portata di tutti

Confesso di avere tra i sogni nel cassetto quello di imparare la lingua cinese. E’ uno di quei progetti per cui ci vorrebbe almeno un anno sabbatico e tanta tanta determinazione 🙂

Durante il suo anno sabbatico la taiwanese Shao Lan ha concepito un progetto allo scopo di insegnare a chiunque a comprendere facilmente gli ideogrammi cinesi.

Il metodo di apprendimento si basa sull’associazione di ogni ideogrammo con l’immagine/l’oggetto che rappresenta e da qui tutte le parole composte e derivate da esso.

In questo video la stessa Shao Lan spiega alcuni ideogrammi.

Inutile dire che mi sono iscritta subito al suo sito e aspetto con ansia una nuova lezione! 🙂 Leggi il seguito di questo post »

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Spreading Knowledge and Educate: Coursera

Ecco un nuovo progetto da top 10 🙂
Sicuramente Coursera è uno dei progetti più rivoluzionari e di qualità in ambito educativo in circolazione.
Si tratta di una piattaforma di e-learning con decine di corsi universitari tenuti da professori di grandi università da tutto il mondo (19 le università che hanno aderito, soprattutto americane tra cui Princeton e Stanford).
Come veri e propri corsi accademici, i professori forniscono un programma delle lezioni, i materiali e le letture consigliate oltre ad esercizi ed assignment da svolgere di volta in volta.
Se quindi gli alunni virtuali seguiranno tutte le lezioni e svolgeranno tutti i compiti assegnati potranno accedere all’esame finale e ricevere un certificato di frequenza firmato dal docente.
Il progetto come spiega Daphne Koller (una dei fondatori) in un intervento al Ted ha nobili ambizioni e vuole diffondere conoscenze specialistiche e tecniche tra coloro che non possono permettersi i costi di un corso universitario (che in America stanno raggiungendo livelli proibitivi per una sempre più ampia fetta di popolazione) o vivono in paesi ancora in via di sviluppo.

Naturalmente ancora non è possibile ottenere una laurea seguendo questi corsi on-line ma gli accordi che Coursera sta chiudendo con sempre più università testimoniano la volontà di fornire video e materiali di qualità agli alunni virtuali.
Spreading knowledge è uno dei tanti effetti che il web offre e che ha potenzialità di diffusione, crescita e conoscenza che valgono davvero la pena di essere sfruttate.
E’ questo il principio anche di un piccolo blog come questo che raccoglie e condivide idee, progetti e servizi utili. 🙂


Mi affitti l’auto? GetAround!

Un’idea su cui sono rimasta parecchio a riflettere e ancora non so rispondermi alla domanda: può funzionare? Ma io lo farei?
Si tratta di GetAround, un servizio di car sharing peer to peer che offre la possibilità di affittare la propria auto alla community di iscritti al sito.
In questo modo se si possiede un’auto e la si usa poco o solo in alcuni periodi dell’anno/della giornata si può decidere di affittarla per una tariffa oraria a chiunque la necessita per lavoro, vacanza o per spostamenti imprevisti.
Il principio alla base di un progetto come GetAround è geniale e basato sul concetto “io ho una cosa che non uso appieno perciò la dò in locazione a chi ne ha bisogno monetizzando il mio bene”.
Non si tratta quindi di solidarietà o di fare la carità ma di sfruttare il potenziale di un bene tra proprietario e usufruttuari.
La prima immagine che mi è venuta in mente pensando ai possibili vantaggi di questo servizio è quando si va in un’altra città per un breve periodo e anzichè affittare un’auto dagli autonoleggi o prendere un taxi ci si potrebbe rivolgere a un privato che ad un prezzo inferiore può lasciarci la sua auto per il tempo necessario.
Oppure, sempre nelle grandi città, se non si usa l’auto per andare al lavoro e quindi non la si possiede si può avere bisogno di una macchina per andare a far la spesa o per recarsi in un centro commerciale…. o ancora penso a tutti quelli come me che vanno al lavoro in macchina e lasciano l’auto 9 ore in strada inutilizzata… perchè non affittarla a qualcuno che abita nella zona e deve recarsi fuori città in giornata o ha una visita in ospedale?
E fin qui solo vantaggi ma poi si pensa: e se fa un’incidente con la mia macchina? E’ vero che se si effettua la transazione tramite il sito si ha anche un’assicurazione sul veicolo se guidato da un nuovo conducente però il danno comunque rimane con i conseguenti sbatti dal meccanico…
E poi ci sono sempre i dubbi legati a quello che il locatario potrebbe fare sulla nostra macchina o con essa…. se la usa per una rapina? e se la usa per andare in camporella? …
Forse basterebbe soltanto diminuire un po’ il senso di proprietà che ci lega agli oggetti e vederli solo per ciò che sono e per lo scopo a cui servono…


Yelp e Foodspotting: le socialguide locali

Vorrei segnalare due servizi veramente utili e (incredibile ma vero!) attivi anche qua in Italia.
Si tratta di Yelp e di Foodspotting.
Il primo è un grande aggregatore di opinioni su piccoli business e servizi locali: dentisti, parrucchieri, elettricisti, idraulici, albergatori, etc…
E’ nato nel 2004 e negli Stati Uniti ha avuto un grande successo accumulando nel tempo 22 milioni di recensioni su piccoli business locali.
Il servizio si sta diffondendo anche in Italia ed è già possibile leggere qualche recensione per servizi nelle grandi città.

 

Foodspotting invece è molto simile a Yelp come filosofia ma si concentra su una nicchia nel panorama delle recensioni: la ristorazione.
L’invito che viene fatto agli utenti è quello di recensire i piatti proposti dai ristoranti in cui si recano suggerendo il piatto migliore, il preferito. L’impostazione del sito è quindi positiva: non critiche negative ma promozione del cibo più buono assaggiato in un locale.
Come si cita in home page “persino un ristorante a una stella può cucinare un piatto buonissimo per cui valga la pena andarci”.
Foodspotting è sicuramente più innovativo ed accessibile rispetto a Yelp; è disponibile infatti sul web e ha un’applicazione per i più diffusi dispositivi mobili (IPhone, Windows, Android e Blackberry). Il numero di utenti è in continua crescita, anche grazie all’integrazione con Facebook per il login.

What is Foodspotting? from Foodspotting on Vimeo.

Yelp e Foodspotting: due servizi che sembrano in competizione ma che allo stesso tempo potrebbero convivere tranquillamente andando a coprire utenti con esigenze diverse.

Erly Collections

A chi non è mai capitato di partecipare a una festa, un compleanno o una vacanza e poi al termine cercare di recuperare le foto fatte dai vari amici in un passaparola di chiavette usb, cd, dvd, dischi esterni, etc…?
A me tantissime volte e anche con i migliori sforzi qualche foto mancava sempre all’appello! Per non parlare poi della pulizia da fare una volta recuperate tutte le immagini: scartare i doppioni, riordinarle, rinominarle e finalmente decidere se e quali stampare.Questo incubo sembra finalmente essere giunto alla fine! E la soluzione si chiama Erly.

Erly è un servizio lanciato settimana scorsa da una start up di Menlo Park in California ed è costruito intorno al concetto di “collezione”.
Una collezione è una raccolta di foto, immagini, note, video, links che chiunque può iniziare su Erly (facendo il login con l’account di Facebook) e decidere se rendere pubblica o privata invitando gli amici ad aggiungere il proprio materiale.
In questo modo si può creare una cronistoria di un evento con tutto il materiale che lo riguarda e i commenti/le impressioni dei partecipanti senza perdersi nemmeno una foto o un video!
Erly è perfetto non solo per gli eventi privati ma anche per quelli pubblici; pensate a una manifestazione: l’organizzazione può creare una collezione e chiedere a tutti i partecipanti di dare il proprio contributo. Il materiale che testimonia un evento viene così raccolto da varie fonti in un unica grande collezione consultabile da tutti anche a distanza di anni.
Il potenziale della condivisione e della copartecipazione in Erly si può manifestare appieno!

Ecco il video di presentazione:

Erly Collections from Erly on Vimeo.


Terracycle: niente e’ perduto!

Vi sono rumours che stia per arrivare in Italia e in Europa TerraCycle.
Per chi non la conoscesse TerraCycle è un’azienda di Trenton (nello stato di New York) fondata nel 2001 da Tom Szaky, un ventenne di Princetown con il sogno di creare nuovi prodotti da ciò che tutti gli altri quotidianamente scartano.
Iniziando col produrre fertilizzante, Terracycle è passata alle borse, giocattoli, articoli per la scuola e l’ufficio, orologi e attrezzi da giardino.
La materia prima per la produzione di questi oggetti viene fornita direttamente dai consumatori che sono invitati a selezionare la propria spazzatura e ad inviarla gratuitamente all’azienda, ricevendo in alcuni casi anche un guadagno per ogni pezzo inviato (da $0,02 a $5,00).
Sul sito è consultabile la lista dei prodotti accettati, e sono davvero tanti!
Ci sono i sacchetti delle patatine, le confezioni di dentifricio Colgate, i tappi di sughero, i cartoni di succo di frutta, i cellulari, i pc e persino le infradito!
Per ogni categoria è indicato l’ammontare di dollari che si possono guadagnare e i punti di raccolta o le modalità di spedizione degli oggetti.
Io spero davvero che TerraCycle sbarchi presto in Europa o che almeno qualche imprenditore nostrano decida di intraprendere lo stesso business anche da noi.

Udemy – The Academy of You!

Udemy.com è un perfetto esempio di sharing knowledge che funziona.
Il sito infatti raccoglie e offre corsi on-line di vario genere. Un esempio?
Learn Salsa in 5 hours and dance   
HTML & HTML 5
Healthy Living for a Busy Life
Music Essentials for Church Musicians
Jewelry Making

Il sito è piacevole graficamente e la navigazione tra le varie tematiche e i video è molto semplice e intuitiva con la possibilità di costruire corsi composti da più lezioni, commentare i video, lasciare una valutazione e naturalmente condividerli sui più noti social network.

Al di là però dell’usabilità trovo che sia geniale l’idea di fondo che come sottolineano anche i creatori del servizio è quella di stravolgere e democratizzare il mondo dell’educazione permettendo a chiunque di insegnare ed apprendere sul web.
Così come i blog hanno reso più democratica l’editoria così Udemy permette a milioni di esperti da qualsiasi parte del mondo di insegnare e condividere con tutti le proprie conoscenze.
Andrà ciò a minare la qualità dei contenuti e degli insegnamenti? Io credo di no; di certo non tutti i contenuti saranno qualitativamente rilevanti (così come non tutti i blog offrono testi di alto spessore giornalistico e letterario) ma il valore che la diffusione di tali conoscenze a un numero sempre maggiore di persone porterà andrà certamente a compensare la circolazione di qualche contenuto spazzatura.
E poi non dimentichiamoci il potere che gli stessi utenti hanno nello scegliere quali contenuti condividere attraverso i social network e che gli stessi motori di ricerca (come Google con l’update Panda) hanno nel premiare i contenuti di qualità determinando il ranking nei risultati delle ricerche organiche.