Educare l’amigdala fin da piccoli previene i crimini e rende più intelligenti!


Il volontariato rende più intelligenti, fin da piccoli.

E’ questa la tesi che voglio sposare dopo aver ascoltato questo intervento di Daniel Reisel che dopo aver studiato il cervello di molti criminali, affronta il tema della nascita di nuove cellule neuronali negli adulti e di come se opportunamente stimolato il cervello può incrementare il suo senso di compassione e altruismo verso il prossimo.

La chiave di questo processo è l‘amigdala, una piccola parte di cervello che è importantissima per gestire determinati processi neurologici superiori come le emozioni e la memoria emozionale.

Daniel Reisel vede dunque in questa sorta di cpu del cervello la chiave per redimere e dunque recuperare molti pluriomicida e assassini seriali il cui comportamento privo di moralità potrebbe proprio essere causato da un deficit nelle cellule neuronali dell’amigdala.

In più è vero che ormai la neuroscienza ha dimostrato che le cellule del nostro cervello continuano a moltiplicarsi anche in età adulta ma ovviamente più avanza l’età e meno velocemente questo processo avviene, quindi meno cellule nuove vengono rigenerate (si parla di circa il 20% di cellule neuronali fresche presenti nel cervello di un adulto di vent’anni).

Questa percentuale è tremendamente più alta nei bambini e nei ragazzi sotto i 15 anni che producono nuove cellule ad un ritmo giornaliero elevatissimo quindi da qui nasce la mia tesi che se queste cellule venissero in qualche modo “educate” nel momento di loro massima crescita, allora si potrebbe indirizzare lo sviluppo di sentimenti di compassione e moralità sin nella più tenera età così da mantenerli vivi anche nell’età adulta.

Se infatti l’amigdala venisse in qualche modo orientata nei bambini e nei giovani verso sentimenti ed emozioni positive, proiettate all’apertura e a valori morali di solidarietà e rispetto allora si potrebbe lavorare anche in ottica di prevenzione a comportamenti violenti e dannosi verso la comunità.

E’ qui che il ruolo del volontariato potrebbe assumere uno spessore importante e un ruolo nuovo nell’educazione dei più piccoli. Avvicinare i bambini alla cura degli animali, dell’ambiente e di altre persone come anziani o altre persone in difficoltà svilupperebbe in loro una crescita delle cellule neuronali con queste caratteristiche positive che persisterebbero anche nell’età adulta.

La chiave quindi sarebbe proprio semplice: fare volontariato fin da piccoli non solo crea persone migliori ma anche più intelligenti

 

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